Acquerello
Ho ripreso partendo dalla figura. Viene in studio una modella e io disegno la sua schiena, forse presa in prestito da Ingres. La schiena per me è il ritratto-simbolo della modernità. (Yasmin Brandolini d’Adda)
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Esaurito
L’opera è stata esposta nella mostra Yasmin Brandolini d’Adda. In a Circle (Bonvini, 2026), a cura di Marta Sironi.
Il corpo femminile, racchiuso in un cerchio o ritratto di schiena, reso ormai quasi irriconoscibile, ispira le tempere su carta e gli acquerelli di grande e piccolo formato che testimoniano un’arte che Yasmin definiva “un astrattismo dato da esperienze di vita”.
Yasmin Brandolini d’Adda (1929-2012) nata a Wynberg, in Sudafrica, studia arte fin da giovane, trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Italia. La Toscana, l’Umbria, Ravenna sono il cuore delle sue peregrinazioni artistiche dalle quali è forzatamente allontanata quando nel 1950 si ammala di tubercolosi ed è costretta a tornare in Sudafrica per curarsi. Nel 1951 sposa Brandolino Brandolini D’Adda e torna con lui a vivere in Italia nella residenza di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso. Dal 1959 al 1988 vive e lavora a Milano.
Il suo lavoro è stato esposto in musei e gallerie in Italia, a Londra, a Parigi, in Belgio, in Sudafrica (a Johannesburg e Città del Capo) e negli Stati Uniti (a Washington, Miami, New York). Alcune sue installazioni sono state realizzate a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, nella Casa del Mantegna a Mantova, nella Casa di Giorgione a Castelfranco Veneto, alla New York University e al Teatro Sociale di Bergamo.
In occasione della mostra è stato pubblicato il libro Yasmin Brandolini d’Adda. In a Circle, con testi di Nerella Barazzuol, Sebastiano Brandolini e Marta Sironi.
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